Bianco e nero o colore

bianco e nero

Scrivo questo articolo perché sempre più spesso, in un servizio fotografico di matrimonio, mi viene chiesto di trasformare una foto da colore a bianco e nero. Ho provato molte volte a spiegare che, non è solo perché avendo a disposizione la tecnologia, bisogna abusarne.

Prima di scattare una foto c’è un ragionamento da fare. Un bravo fotografo, con tanta esperienza, accorcia i tempi di questo ragionamento, proprio perché ha tanta esperienza, ma non si esime dal farlo. Oggi la foto a colori è la realtà, la quotidianità.

Proprio per questo motivo, in molte situazioni in cui vedo la necessità di uno stile diverso, che non rispecchi troppo la realtà, penso e scatto la fotografia sapendo di usarla in bianco e nero. Il bianco e nero risulta, più evocativo proprio perché sottrae il colore che è il primo dato visivo.

È come la precisione per un pittore impressionista che si dovesse trovare a dipingere il mare. Non troverete un mare fatto di pennellate precise, ma una realtà molto piu ricca di atmosfera.

La foto si pensa in bianco e nero, quindi la si scatta e la si sviluppa in tal senso. Le forme devono emergere maggiormente, e questo avviene grazie ai passaggi chiaroscurali attraverso toni di grigio. La tridimensionalità è molto più evidente, e si notano i volumi molto più netti.

Nella foto precedente si può notare come le ombre, grigie o nere, assumono la stessa importanza dei soggetti che le producono e diventano parte fondamentale della composizione molto più che nella foto a colori.

BIANCO E NERO

Le silhouette si stagliano in modo netto e assumono una forte espressività.

fotografia di matrimonio in bianco e nero

composizioni essenziali e minimaliste risultano comunque piene e complete.

Oggi, si può scattare a colori e convertire in b/n in un secondo momento. Occorre, però, sviluppare il file in post-produzione. Lavorando con programmi di post-produzione fotografica (Photoshop ad esempio) è fondamentale bilanciare le tonalità e migliorare il contrasto.

Educare lo sguardo è lo scopo fondamentale, e fotografare può diventare un modo per farlo!

Il mio desiderio più grande e spiegartelo di persona, scrivimi proverò a chiarirti tutti i dubbi.

la Location per le fotografie

la location per le fotografie

Nel giorno del matrimonio bisogna anche individuare
la location per le fotografie.
Appena conclusa la cerimonia, ricevuti gli auguri
dagli invitati, bisogna solo avviarsi verso il ristorante dove, tra cibi prelibati e bella musica,
si trascorrerà l’intera giornata in festa.
Lungo il tragitto, il fotografo attento, non si lascia sfuggire paesaggi e location, per scatti fotografici originali.
Questo momento lo dedico a scatti totalmente estemporanei
dove la coppia è libera di contemplare il momento appena vissuto:
l’ufficializzazione del matrimonio.
Ed è proprio lasciandoli liberi di parlarsi per raccontare le emozioni appena vissute che si riesce a fotografarli in situazioni molto espressive.

La location per le fotografie non deve necessariamente avere tanti colori o dettagli che andrebbero ad oscurare le emozioni degli sposi. Prediligo colori uniformi, quanto più neutrali possibili.
Ecco un esempio di come nulla è lasciato al caso: se il matrimonio dovesse svolgersi presso l’hotel Pierfaone, lungo il tragitto ho scorto una cava abbandonata. Si tratta di uno spazio enorme tendente al bianco, dove gli sposi hanno tutto lo spazio per passeggiare, correre, abbracciarsi, ecc. inoltre il bianco della roccia diventa per noi fotografi un pannello riflettente naturale, aiutandoci, visto il sole alto delle 13.00, a riflettere parte della luce schiarendo le ombre.

Un’ altra location per le fotografie dalle tinte neutre ma dalla geometria articolata è il ponte Musmeci:
Riparati dal sole ma all’interno di una composizione unica, la coppia è libera di muoversi
e noi fotografi possiamo fotografarli in varie situazioni.

Come potete notare è fondamentale che ogni scelta abbia una motivazione valida in modo che tutto sia già nel portfolio del fotografo in modo da ripercorrere tutte le fasi del matrimonio ma senza intaccare la precisione e la puntualità della festa. Solo in questo modo tutto scorrerà alla perfezione e avrete la perfetta riuscita della giornata come l’avevate programmata.
Se conosci già la data del tuo matrimonio e la location e vuoi un’idea di come mi organizzerei, non esitare a scrivermi, insieme scriveremo lo storytelling del tuo matrimonio.

Come scrivere la partecipazione?

Questo articolo viene fuori da un’esperienza vissuta pochi giorni fa. Degli amici mi hanno chiesto di scrivere la partecipazione di nozze, di realizzarne la grafica.

Al momento di scrivere i nomi, ci siamo chiesti: è più giusto scrivere prima la sposa o lo sposo? E allora mi sono documentato, ed è venuto fuori un bel argomento che sicuramente vi piacerà e vi sarà utile.

La partecipazione di nozze è il biglietto da visita di un matrimonio. Spesso è sottovalutata.

Si pensa che chi riceve l’invito non lo legga con particolare attenzione o che, addirittura, lo cestini, trascrivendo la data del matrimonio sul cellulare.
Non è sempre vero, una persona attenta, dal tipo di partecipazione ricevuta, trae diverse considerazioni sul tono del matrimonio, anche su quanto dovrà destinare al regalo degli sposi.

Faccio un’ esempio una partecipazione in carta a mano di Amalfi, possibilmente con iniziali degli sposi incise a secco o in rilievo in oro, prelude a un matrimonio elegante, tradizionale e formale.

Una partecipazione, invece, colorata, magari con disegni spiritosi, annuncia un matrimonio giovanile e informale.

Ci sono varie formule per annunciare il matrimonio. La più tradizionale prevede che ad annunciare il matrimonio siano i genitori degli sposi. In questo caso il nome della sposa va a sinistra e quello dello sposo a destra, poiché è il papà della sposa che concede la propria figlia. Allo stesso tempo sui bigliettini di ringraziamento o della bomboniera deve essere al contrario. I nomi si invertono, perché lo sposo è oramai a capo della famiglia. Questo è quanto stabilito dalle buone norme del galateo, nel caso in cui dovesse prevalere il femminismo è fondamentale trascurare quest’ultima formula :-).

Al giorno d’oggi, però, questa formula è in disuso. Gli sposi preferiscono, infatti, annunciare il loro matrimonio da sé. Tuttavia alcuni giovani, legati alle tradizioni e che desiderano un matrimonio elegante, continuano a preferire l’annuncio dei genitori, che è, comunque, da sconsigliare sia nel caso in cui quest’ultimi siano risposati o vedovi, sia nel caso in cui i figli non vivano più con loro.
Secondo il galateo nuziale, è buona norma invitare lo stesso numero di persone in chiesa e al locale.
D’obbligo la gentile richiesta di conferma.
Le partecipazioni vanno spedite circa tre mesi prima la data del matrimonio. Possono anche essere consegnate a mano dagli sposi o dai genitori di quest’ultimi.

I nomi sulle buste non vanno battuti a macchina o stampati. Vanno sempre trascritti a mano, in bella grafia. Assolutamente da evitare tutti i titoli (Dott., Ing., Prof. ecc…) davanti al nome degli invitati, a meno che non si tratti di appartenenti all’Arma o al Clero.

Tutti i nomi degli invitati devono essere preceduti dalla formula Gent.mo, Gent.ma o Gent.mi.
Nel caso di una famiglia, si indichi semplicemente: “Famiglia Rossi”. Se i figli non vivono più con i genitori, si preveda una partecipazione apposita.

Nel caso di una coppia sposata senza figli, si scriva: “Mario Rossi e Signora” oppure, meglio, “Mario e Maria Rossi”.

Cosa molto importante è, in data successiva al matrimonio, inviare dei biglietti di ringraziamento ai parenti e agli amici che abbiano fatto un regalo agli sposi senza partecipare alla festa. Questa pratica è purtroppo, caduta in disuso. Il biglietto va scritto a mano e personalizzato. Mai frasi generiche del tipo: “Anna e Paolo ringraziano per il regalo”. Va assolutamente specificato il regalo che si è ricevuto e il gradimento, accompagnando il tutto con una frase carina creata ad hoc per l’invitato che la riceve. Se il regalo è in denaro, è consigliabile accennare all’utilizzo che se n’è fatto.

Svolgo questa professione da 22 anni, ho sempre voglia di imparare e trasmettere ai miei clienti la mia conoscenza. Se vuoi progettare il tuo servizio fotografico matrimoniale, non esitare a contattarmi, sarò felice di dedicarmi a te. Insieme risolveremo i tuoi problemi, ma soprattutto sono sicuro che ti sentirai più tranquillità e serena. Non sottovalutare gli aggettivi appena indicati perché sono indispensabili alla tua fotogenia, ti lascio il link dell’articolo in cui ne parlo, https://www.dandreavito.it/io-non-vengo-bene-in-foto-la-fotogenia/

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Il matrimonio; un sogno già a 2 anni.

Barbie matrimonio

Se legge questo articolo una donna, di sicuro condividerà meglio la prima parte, se è un uomo, la condivisione maturerà nelle prossime righe. Il matrimonio in una ragazza, è un pensiero, forse indotto, ma presente già dai primi anni, basta pensare a quante volte una bambina giocando con le bambole, ne progetta il matrimonio.

Non a caso la Mattel, ha pensato bene nel 1959 di creare sia Barbie che suo marito Ken. E’ proprio la storia di Barbie che ci fà capire come il pensiero di una bambina si proietti già al futuro. Nel 1959 Ruth Handler, guardava sua figlia Barbara giocare con bambole di carta, si rese conto che spesso le piaceva dare alle bambole ruoli da adulti. All’epoca la maggior parte delle bambole rappresentava neonati. Rendendosi conto che poteva trattarsi di una ottima scelta di mercato, Ruth suggerì l’idea di una linea di bambole dall’aspetto adulto a suo marito Elliot, cofondatore della casa di giocattoli Mattel.
Fateci caso: una bambina già a due anni gioca con le bambole, e sin da subito individua quella che diventerà la moglie, poi la mamma. Crescendo, all’età di 4 o 5 anni il matrimonio della barbie diventa l’obbiettivo fondamentale, il progetto del quale richiede tutta la fantasia della bambina. Progetterà l’abito, con tutti i dettagli, ideerà la cerimonia, e poi il pranzo. Una bambina nata nell’era del cellulare non tralascia nemmeno il servizio fotografico del matrimonio, come è giusto che sia. in sostanza possiamo dire con certezza che già nell’infanzia si inizia a sognare il giorno del proprio matrimonio e, dopo averlo sognato, sposarsi, è un po’ come trasformarsi quel giorno in una principessa che corona il sogno d’amore con il suo principe.. Nell’uomo questa fase avviene un pò più da adulto, quando i primi pensieri associabili al matrimonio sono la ricerca di un lavoro stabile e l’idea di avere una casa in cui consolidare l’unione con un’altra persona.
Sono un fotografo professionista, specializzato in fotografia di matrimonio, svolgo da 22 anni con amore e tanta passione questa professione e, quello che ho raccontato sopra, sono anche mie esperienze di vita, essendo padre di due bambine. Voglio riflettere con voi su alcuni fattori che rendono bello, importante, e direi fondamentale il matrimonio. Partirei col dire che la vita in due è più bella. Condividere gioie e dolori, emozioni e difficoltà, in due è più facile. Formare una squadra per affrontare la vita. A questo punto, vista l’importanza del matrimonio, quanto è importante il ricordo del giorno in cui lo andrete ad ufficializzare? il servizio fotografico del matrimonio, non mi stancherò mai di ripeterlo, è fondamentale che sia un’opera unica, fatta con minuziosa cura di ogni singolo dettaglio. Rivolgetevi ad un professionista che con (devozione) svolga la propria (missione).

se vuoi parlarne contattami, sarò felice di aiutarti ad organizzare il Tuo servizio fotografico. https://www.dandreavito.it/contatto/