LE ORIGINI DELLA FOTOGRAFIA DI MATRIMONIO

le origini della fotografia di matrimonio

Le origini della fotografia di matrimonio, sembrano risalire al 1839 che è l’anno in cui, grazie agli esperimenti di Henry Fox Talbot, si può identificare la nascita del negativo (calotipo nello specifico)e, con esso, la possibilità di replicare all’infinito quell’istante di luce che su di esso veniva fissato.

In quell’anno nasceva, infatti, la fotografia.

L’anno dopo, le nozze della regina Vittoria con Alberto di Sassonia vengono immortalate in una foto che, secondo molti, segna la nascita della “fotografia di matrimonio”.
Un evento del 1840.

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La Fede (o vera), alcune curiosità da sapere.

la fede, (o vera)

La fede (o vera) è un anello, generalmente in oro giallo, che viene scambiato nel rito del matrimonio dagli sposi come simbolo di legame e fedeltà

Gli antichi egizi credevano di aver individuato una vena che, partendo dall’anulare sinistro, arrivasse fino al cuore:

lungo questa vena pensavano che corressero i sentimenti.”Legare” l’anulare significa quindi garantirsi la fedeltà. Per incoronare e sigillare l ‘unione tra gli sposi gli antichi Romani si scambiavano anelli di ferro, per l’antica legge ebraica la Fede, (o vera) aveva tanta importanza ,solo lo scambio di questi anelli fosse sufficiente a rendere legale il matrimonio.

Nel matrimonio secondo il rito religioso è usanza che le fedi vengano portate all’altare dal testimone o da un bambino detto paggetto, legate ad un cuscino di pizzo dove il celebrante le benedice prima dello scambio. Secondo diversi costumi, l’anello nuziale è l’ultimo di una serie di regali che si scambiano gli sposi in segno di giuramento prima di unirsi nel matrimonio; tra questi doni è compreso l’anello di fidanzamento.

La fede pesa dai 3 gr. ai 16 gr., viene chiamata in vari modi:

  • la Classica, è tonda e smussata.
  • la Francesina, è sottile e leggermente bombata.
  • la Mantovana, è più alta e più piatta e di solito pesa di più.
  • la Etrusca, è piatta e decorata da scritte beneauguranti.
  • la Sarda, è decorata come un pizzo chiacchierino.
  • in Platino, è molto rara e costosa e poco usata.
  • la Bicolore, due cerchi intrecciati di oro giallo e bianco.
  • la Tricolore, tre cerchi intrecciati di oro giallo e bianco.
  • la Unica, ha incastonato un diamante.
  • la Ossolana, proviene dalla Valle Ossola, è l’espressione più significativa dell’antica tradizione orafa della zona. Essa riporta 4 significativi simboli: La stella
  • alpina che raffigura la purezza, il grano saraceno la prosperità, i nastri intrecciati la perpetuità dell’unione ed infine le mezze sfere augurio di prolificità.

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Anniversari, puoi festeggiarne uno ogni anno…

Anniversari

ce n’è uno per ogni anno

Gli Anniversari sono la ricorrenza annuale di un evento degno di essere ricordato.

Oltre al compleanno, un altro tra gli anniversari, molto importante è quello del matrimonio, che segna l’inizio di una nuova tappa della propria vita, legata all’inizio di un progetto comune ad un’altra persona. L’anniversario di matrimonio viene festeggiato dagli sposi scambiandosi un regalo e/o celebrandolo con una cena o una vacanza.

Normalmente gli anniversari di matrimonio vengono celebrati in privato tra i coniugi, ad eccezione di quelli di 25, 50 e 60 quando si festeggia insieme ad amici e parenti.

In alcune culture è abitudine che gli sposi ricevano regali da parte di familiari e amici e per alcune religioni è tradizione che celebrino l’anniversario secondo il loro credo.

L’usanza di festeggiare gli anniversari di matrimonio risale al Medioevo, periodo nel quale si iniziò a festeggiare solo il 25º ed il 50º anno di nozze.

Nel 1922 fu Emily Post, scrittrice statunitense il cui nome è tuttora sinonimo di galateo, ad inserire nel suo libro Etiquette in Society, in Business, in Politics and at Home, una serie di consigli per festeggiare gli anniversari di matrimonio. La prima edizione del libro prevedeva solo il 1º, 5º, 10º, 15º, 20º, 25º, 50º e 75º anno, ma in seguito l’elenco fu completato per tutti gli anni fino a comprendere oggi tutto quello che è considerato “tradizione”. Una diffusa tradizione anglosassone vuole che ad ogni anniversario sia associato un particolare materiale. Si parte così dal primo anniversario “di carta”, procedendo poi per ordine crescente di importanza dell’elemento abbinato all’anno di anniversario, in relazione al maggior numero di anni vissuti insieme dalla coppia ed alla sempre maggiore importanza della ricorrenza da festeggiare.

La tradizione ha assegnato particolari denominazioni agli anniversari di matrimonio, soprattutto con il crescere dell’importanza commerciale della festa. Le principali ricorrenze sono il 25° anniversario, denominato nozze d’argento e il 50° anniversario, che prende il nome di nozze d’oro.

Esistono diversi nomi particolari per i vari anniversari. Ecco un elenco con il nome dato agli vari anniversari, anche se cambia di zona in zona:

  • 1° Cotone
  • 2° Carta
  • 3° Cuoio o Pelle
  • 4° Frutta e Fiori
  • 5° Legno
  • 6° Zucchero
  • 7° Rame o Lana
  • 8° Bronzo o Sale
  • 10° Stagno
  • 11° Acciaio
  • 12° Corda o Seta/Lino
  • 13° Pizzo/Merletto
  • 14° Avorio
  • 15° Porcellana
  • 20° Cristallo
  • 25° Argento
  • 35° Corallo
  • 40° Rubino
  • 45° Zaffiro
  • 50° Oro
  • 55° Smeraldo

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Il confetto nei matrimoni, conosciamolo meglio.

il confetto nei matrimoni

Il confetto ha una storia antichissima. Secondo alcune fonti il confetto era già conosciuto in epoca romana. Si narra infatti che gli antichi romani fossero soliti usare i confetti per celebrare nascite e matrimoni, solo che all’epoca, non essendo stato ancora scoperto lo zucchero, si usava il miele e si produceva un composto dolce che avvolgeva la mandorla, fatto di miele e farina.

Il confetto nei matrimoni o in altre occasioni importanti era considerato come una sorta di “bon bon” pregiato da mangiare. Un’altra teoria invece vuole il confetto originario del1200 d.C. circa, periodo in cui sia le mandorle che le anici e i semi di coriandolo venivano ricoperti da uno strato di miele indurito. Anche in questo caso era un dolce molto apprezzato nelle famiglie nobiliari, le quali usavano conservarli in dei preziosi cofanetti decorati. Di questi prodotti se ne ha già notizia a Venezia (sempre nel 1200 d.C.), portati in città da mercanti provenienti dall’estremo Oriente.

Era infatti usanza dell’impero bizantino gettare questi dolci dai balconi nobiliari sul popolo in festa durante i festeggiamenti di carnevale. Vi è un curioso aneddoto che attribuisce l’invenzione del confetto ad un medico di origine araba, tale Al Razi, che secondo le fonti tramandate, usava il confetto per fini teraupetici:

il preparato medicinale amaro infatti veniva ricoperto da un guscio dolce per renderlo più gradevole, soprattutto per i bambini. Ma a parte gli aneddoti, la forma di confetto più simile a quella attuale nasce dopo la scoperta e l’importazione dello zucchero, il quale divenne indiscusso protagonista della dolcificazione, mettendo ai margini del settore confettiero, il miele, fino ad allora l’ingrediente dolce principale. Lo zucchero, che in Europa fa la sua comparsa già nel 700 d.C., importato dagli arabi, non divenne subito accessibile e popolare per tutti, per cui bisognerà attendere fino al 1400 d.C per vedere il suo utilizzo nella produzione di confetti. Ed è proprio in questo periodo che nasce a Sulmona (cittadina in provincia dell’Aquila in Abruzzo) la fabbricazione, intesa come moderna, dei confetti. E sempre in questo luogo, verso il XV secolo d.C, si sviluppava la lavorazione artistica dei confetti presso il Monastero di Santa Chiara. Qui, con dei fili di seta, venivano legati dei confetti per decorare fiori, grappoli, spighe, rosari. L’antica tradizione nella confetteria fa di Sulmona la più antica fabbrica italiana di confetti.

La storia del confetto continuò poi fino lungo i secoli. Nel periodo rinascimentale, ad esempio, gli ospiti venivano accolti con coppe ricolme di confetti, ciò avveniva durante i ricevimenti per festeggiare i voti di monache e sacerdoti. Anche lo Stato pontificio usava i confetti, dandoli come omaggio agli attori teatrali, non ultimo il confetto nei matrimoni.

La caldaia durante la lavorazione del confetto è a rotazione continua.

All’interno delle caldaie vengono utilizzate delle soluzioni di saccarosio che, ottenendo aria calda, evaporano, lasciando uno strato uniforme di zucchero sulla mandorla. Il processo continua con varie fasi di bagnatura ed essiccamento.

Dopo la fase di rivestimento con lo zucchero, la superficie del confetto appare rugosa e irregolare, quindi avviene la successiva fase di lisciatura e lucidatura.

Essendo la confettatura un processo che richiede molta laboriosità, la sua realizzazione può durare anche due o tre giorni.

È da menzionare inoltre che in tempi recenti si è scoperta l’applicazione del colore esterno sul confetto; questa fase di colorazione avviene dopo la lisciatura del prodotto, il confetto nei matrimoni è in genere di colore bianco.

I confetti possono essere di vari colori e ciascun colore, quando è offerto durante un’occasione, è appropriato per la cerimonia che si intende festeggiare.

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Antonella e Rosario

sposini

Due sposini in musica

Cosa dire di questi due sposini… Sicuramente la giornata è volata e mi sono divertito tanto :-). Loro si sono affidati totalmente a me, ho lavorato nel pieno della mia carica, c’erano, diverse cose che ci accomunavano, lo sposo è un bravo dj, io lo sono stato 20 anni fa, la sposa una cantante da brividi, ci ha accolto suonandoci al pianoforte e cantando un brano bellissimo I’ TE VURRIA VASA'” che ha fatto esplodere la giornata, anch’io amo la musica, soprattutto i classici. Ho realizzato tante belle foto con stile Reportage, subito dopo il rito ci siamo immersi in un chiostro nel fantastico paese di Senise e anche qui belle foto. Poi siamo andati al ristorante e qui con amici e parenti abbiamo concluso la giornata in allegria. In questo articolo troverai alcune foto che spero possano descrivere questo racconto.

Gianmarco e Mariella

Due Sposi invidiabili, amanti degli animali. Gianmarco e Mariella per il loro matrimonio hanno ricercato con gusto ogni particolare, dall’affascinante chiesetta, Santuario di Santa Maria Regina di Anglona, alla Sala Ricevimenti La Cavallerizza al Castello Di San Basilio, un posto meraviglioso ricco di scorci dove per quelli come  me che sono amanti del chiaroscuro e della luce calda,  c’è solo l’imbarazzo della scelta, infatti, con gli sposi ci siamo  divertiti a scattare delle bellissime fotografie, alcune delle quali le trovate nel blog. Un matrimonio che ha fatto sognare non solo gli Sposi.

Ferdinando e Annalisa

Due sposini modello per simpatia e complicità. Insieme siamo riusciti a dare il meglio, loro una coppia bellissima molto affiatata ed io mi sono sentito da subito uno di loro. Il matrimonio si è celebrato nella chiesa di Castelmezzano, luogo stupendo, per poi dopo aver fatto degli scatti stupendi nella location di Castelmezzano, che consiglio a tutti di visitare, prosegiure verso il ristorante Hotel Bouganville, anch’esso luogo memorabile.

Testimonianza.


Matrimonio a Castelmezzano: Ferdinando e Annalisa Fotografo matrimonio
Matrimonio a Castelmezzano: Ferdinando e Annalisa Fotografo matrimonio Vito D'Andrea
Matrimonio a Castelmezzano: Ferdinando e Annalisa Fotografo di matrimonio Vito D'Andrea
Matrimonio a Castelmezzano: Ferdinando e Annalisa Fotografo matrimonio
Matrimonio a Castelmezzano: Ferdinando e Annalisa Fotografo matrimonio
Matrimonio a Castelmezzano: Ferdinando e Annalisa Fotografo matrimonio
Matrimonio a Castelmezzano: Ferdinando e Annalisa Fotografo matrimonio
Matrimonio a Castelmezzano: Ferdinando e Annalisa Fotografo matrimonio
Matrimonio a Castelmezzano: Ferdinando e Annalisa Fotografo matrimonio
Matrimonio a Castelmezzano: Ferdinando e Annalisa Fotografo matrimonio